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Tutto sulla passiflora, il fiore malinconico per il tuo relax

La passiflora è la più rilassante tra le piante officinali, un vero toccasana per chi desidera un sonno profondo, la calma dei sensi e una pace totale. Scopriamo insieme proprietà, benefici e usi del fiore della passione.

Passiflora: anatomia botanica della pianta

Il suo nome ufficiale è Passiflora incarnata e indica la specie più utilizzata in ambito officinale della famiglia delle Passifloraceae che include più di 520 specie. Originaria del Nord America, la passiflora è un’erba perenne e rampicante. Il suo più ampio bacino di biodiversità si trova nell’America Centrale e Meridionale, ma diversi esemplari sono rintracciabili anche in Australia e nel Sud Est Asiatico.

Le parti utilizzate sono i rami, soprattutto quando si sviluppano i primi frutti, e le estremità fiorite. Dalle sue componenti aeree si ottiene un estratto considerato miracoloso per i suoi effetti calmanti e antispasmodici. I fiori sono di grandi dimensioni, bellissimi, con lunghi peduncoli bianchi e una tripla corona rosa e viola. La forma peculiare dei fiori, che ricordano una corona di spine, ma anche quella degli stili e delle foglie, paragonabili a chiodi e lancia, hanno fatto sì che la pianta assumesse questo nome, passiflora o fiore della passione, rimandando alla Passione di Cristo.

Il famoso frutto della passione (o maracuja) altro non è che il frutto di una specie di passiflora, la Passiflora Edulis.

Storia e origini della passiflora

La leggenda vuole che il missionario Emmanuel de Villegas notò nel 1610 in Messico una pianta da frutto chiamata dai nativi “granadilla”, coltivata ed apprezzata per i suoi frutti. Il frate fu attratto dai fiori che a suo parere ricordavano, per la loro forma particolare, la Passione di Cristo, la corona di spine e la lancia con cui venne trafitto.

Successivamente, il gesuita Giacomo Bosio riportò la pianta all’interno del “Trattato sulla crocifissione del nostro Signore”, e da lì il botanico Linneo inserì la pianta nel suo trattato di botanica con il nome di Passiflora Incarnata, dal latino passio che significa appunto “passione” e flos, “fiore”.

Durante la Prima guerra mondiale la passiflora veniva somministrata ai soldati come naturale trattamento rilassante: come vedremo nel capitolo successivo, i flavonoidi, benzoflavoni, glucosidi, alcaloidi e oli essenziali contenuti al suo interno hanno un’importante azione calmante sul sistema nervoso centrale.

Passiflora: proprietà e benefici

La passiflora è usata da secoli nella medicina tradizionale europea e americana per il trattamento di insonnia e ansia e come tè sedativo. In diverse regioni del mondo la pianta è sempre stata impiegata a scopo analgesico, antispasmodico, antiasmatico e sedativo. In India veniva prescritta per curare la dipendenza da oppio.

Numerosi studi hanno confermato recentemente l’effetto positivo della passiflora incarnata sulla durata e sulla qualità del sonno: questa pianta è la regina indiscussa del riposo, perfetta per il trattamento dell’insonnia o di un sonno agitato. Non solo: è utilissima anche per la cura di ansia e stress grazie alle sostanze contenute nella pianta (flavonoidi), dalla forte azione ipotensiva.

Altri usi della passiflora sono legati alla sua attività antispastica sulla muscolatura liscia e per il trattamento delle varie forme di somatizzazione ansiosa viscerale (crampi gastrici, colon irritabile, tensione emotiva, tachicardia etc.)

Come usare la passiflora

La parte usata a scopo officinale è quella aerea essiccata, reperibile sotto forma di tisane, integratori e soluzioni idroalcoliche. Oltre a più noti effetti calmanti e sedativi, è impiegata in erboristeria contro i dolori mestruali e stress per le sue proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antibatteriche. Dal punto di vista cosmetico è invece l’estratto del fiore, dalla profumazione sensuale, a essere impiegato per la realizzazione di colonie, bagnoschiuma, shampoo e lozioni. 

Cerchi un po’ di meritato riposo e un bel sonno ristoratore? Allora prova il nostro Remedium n.1 – Night: qui la miracolosa passiflora è combinata ad altre piante dal potere rilassante e sedativo. Più che una tisana: un toccasana perfetto per concludere una lunga giornata, conciliare il sonno e migliorare la qualità del riposo notturno.

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Alcune curiosità intorno alla passiflora

Lo sapevi? Nel linguaggio dei fiori e delle piante, la passiflora è il simbolo della fede religiosa. 

La sua nascita fa infatti da sfondo a diverse leggende legate al simbolo spirituale: una di queste narra che secoli fa, all’arrivo della Fata Primavera, tutte le piante si svegliarono dal lungo sonno invernale grazie al suo tocco, buttando fuori gemme, foglioline e fiori. Solo una piantina si svegliò in ritardo, e quando lo fece, la primavera era già lontana. La piantina allora pregò Cristo perché la facesse fiorire come tutte le altre piante. Il Signore le rispose: “Non preoccuparti, fiorirai anche tu.” “Quando? Chiese con ansia la piccola pianta.” “Un giorno…” e gli occhi di Gesù si velarono di tristezza.

Quando la primavera ritornò, tutte le piante fiorirono, all’infuori della piantina senza nome. Fu allora che il vento portò una eco di pianti, di lamenti e di urla: erano quelli di un uomo che avanzava tra la folla, curvo sotto il peso di una pesantissima croce. Aveva il volto sfigurato dal dolore e dal sangue. Fu allora che la piantina pensò in un fremito: “Vorrei piangere anch’io come piangono gli uomini”, proprio mentre Gesù le passò accanto e una lacrima mista a sangue cadde sulla povera piantina. 

Subito sbocciò un fiore strano e bellissimo, che portava nella sua corolla gli strumenti della passione di Gesù: una corona, un martello e dei chiodi. Era nato così un nuovo fiore: la passiflora o fiore della passione.

Bibliografia

Guerrero FA, Medina GM. Effect of a medicinal plant (Passiflora incarnata L) on sleep. Sleep Sci. 2017;10(3):96-100. doi:10.5935/1984-0063.20170018

Passiflora incarnata L.: Ethnopharmacology, clinical application, safety and evaluation of clinical trials

“Piante Medicinali – Chimica, Farmacologia e Terapia” di R. Benigni, C. Capra e P.F.Cattorini

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